Don Algeri – Il Sinodo sulla Famiglia

2 Febbraio 2015 by Fondazione Betania
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Un discernimento ecclesiale secondo lo Spirito
In questi mesi la Chiesa universale sta vivendo un’inedita atmosfera
‘intersinodale’, chiamata com’è da papa Francesco a preparare il
Sinodo ordinario sulla scorta delle riflessioni emerse dall’intenso lavoro
dell’assemblea sinodale dello scorso ottobre. Si tratta di un
modo innovativo di affrontare il discernimento ecclesiale che, anche
in questa seconda fase preparatoria, si avvale di un Questionario che
intende aiutare e arricchire i lavori in aula dei Padri. E proprio la
‘domanda previa’ che lo apre chiede alle Chiese locali di farsi parte
attiva dei lavori: «La descrizione della realtà della famiglia presente
nella Relatio Synodi corrisponde a quanto si rileva nella Chiesa e nella
società di oggi? Quali aspetti mancanti si possono integrare?». Don
Edoardo Algeri, Direttore dell’ufficio di Pastorale della famiglia della
diocesi di Bergamo e Presidente della Federazione Lombarda dei
centri di assistenza alla famiglia, dà conto in maniera puntuale del
cammino sinodale percorso finora, un vero e proprio itinerario di discernimento
ecclesiale per comprendere che cosa lo Spirito chiede
in questo tempo così esigente. L’articolo inaugura una serie di contributi
con cui la Rivista accompagnerà nei prossimi mesi il cammino
verso il Sinodo di ottobre.
Nel tempo della sinodalità
Ci troviamo in questi giorni a metà del cammino tra i due sinodi che
papa Francesco ha voluto dedicare alla famiglia.
Siamo nel tempo opportuno per fare memoria grata della riflessione
a tutto campo sulla famiglia e per valorizzare quanto il Sinodo
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La Rivista del Clero Italiano
Edoardo Algeri
straordinario ci ha proposto con la pubblicazione della Relatio
Synodi e con le domande per la consultazione ad ampio raggio del
popolo di Dio, alle quali abbiamo risposto nelle scorse settimane.
Al tempo stesso siamo chiamati a mettere a frutto responsabilmente
questo tempo prezioso in preparazione al Sinodo ordinario dell’ottobre
2015 vagliando con ‘vero discernimento spirituale’ le idee proposte
e le soluzioni prospettate dai padri sinodali, secondo l’invito
stesso di papa Francesco1
.
Non può sfuggire la singolare novità del metodo e dei temi introdotti
dal Sinodo sulla famiglia. Sin dal saluto del papa all’assemblea sinodale
e dalla relazione del card. Baldisseri, segretario generale, sono
apparsi chiari i segni di continuità e di novità tra questo Sinodo e gli
altri venticinque che l’hanno preceduto. Sono nuovi i modi per l’individuazione
del tema e le due assemblee sinodali congiunte a distanza
di un anno, c’è continuità nell’ordinamento dei lavori e nella modalità
della scelta dei conduttori dell’assemblea. La novità risulta anzitutto
dalla scelta dei temi del Sinodo: il Consiglio della Segreteria aveva
sottoposto al papa una terna di argomenti che vedeva al primo posto
«la tematica cristologica e quella antropologica». Francesco ha invece
optato per la famiglia e le sue sfide. Una simile scelta in verità era stata
compiuta anche da Giovanni Paolo II, che riconobbe nella famiglia
il tema pastorale più urgente da affrontare nel primo sinodo del suo
lungo pontificato.
Ha colto comunque di sorpresa lo ‘stile sinodale’ con cui papa
Francesco ha voluto impostare la prima fase del cammino, caratterizzata
dal coinvolgimento dei fedeli in un questionario a tutto campo sulle
sfide pastorali che toccano la famiglia nel nostro tempo. Le modalità
di svolgimento della stessa assemblea sinodale e la tempestiva pubblicazione
della Relatio Synodi, che viene presentata alle Conferenze
episcopali come Lineamenta, manifestano un disegno di ampio respiro
che avrà ripercussioni ecclesiologiche sul piano del governo della
Chiesa, nel servizio dell’autorità e anche sul piano ecumenico.
Ciò risulta anche dall’importante lettera del 1° aprile 2014 scritta
da papa Francesco al segretario generale del Sinodo:
la larghezza e la profondità dell’obiettivo dato all’istituzione sinodale
derivano dall’ampiezza inesauribile del mistero e dell’orizzonte della Chiesa
di Dio, che è comunione e missione. Perciò, si possono e si devono cercare
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Il Sinodo sulla famiglia
forme sempre più profonde e autentiche dell’esercizio della collegialità
sinodale, per meglio realizzare la comunione ecclesiale e per promuovere la
sua inesauribile missione2
.
Se la sinodalità è fortemente connessa al ‘mistero’ stesso della Chiesa,
essa è anche la forma con cui la Chiesa può lasciar trasparire in maniera
più adeguata il mistero di comunione del Dio trinitario.
La celebrazione del Sinodo sulla famiglia in due anni non solo concede
un tempo più ampio per una più accurata coltivazione dei temi familiari
in vista di una fruttificazione sinodale più abbondante (Lc 13,8),
ma dilata anche il territorio per un coinvolgimento geografico più allargato,
al fine di comprendere e abbracciare quei ‘tutti’ che nella struttura
sinodale sono idealmente il vertice di una piramide rovesciata3
.
L’esperienza della vita familiare coinvolge in effetti la grande maggioranza
dei battezzati e il Sinodo straordinario che si proponeva di
riconoscere le formidabili «sfide pastorali sulla famiglia nel contesto
dell’Evangelizzazione» non poteva che partire dalla consultazione
delle stesse famiglie in merito alle sfide che le vedono protagoniste.
La scelta di proporre un Questionario dalle domande aperte ha fatto
comprendere fin da subito che si trattava di una questione di vita reale
del popolo di Dio, non di ‘scuola’.
In concomitanza con la diffusione del Questionario in preparazione
al Sinodo vedeva la luce anche l’Esortazione Apostolica Evangelii
Gaudium, sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale. Inutile dire
che nella coscienza dei fedeli i due documenti si sono illuminati a
vicenda. L’esito della ricognizione svolta attraverso il Questionario
nelle Chiese locali di tutto il mondo e poi confluita nell’Instrumentum
Laboris rilevava come le sfide culturali e valoriali stessero mettendo a
serio rischio la tenuta delle relazioni familiari.

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