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Nell’emergenza Covid-19 la sede del Consultorio familiare di Saronno “Centro di consulenza per la famiglia” è sempre rimasta aperta per le prestazioni sanitarie, compatibilmente alle condizioni logistiche e strutturali della sede di via Marconi, adattando alle modalità online tutti i servizi non erogabili in presenza.

Da Marzo 2021 il Consultorio si sposterà da via G. Marconi in via Petrarca 1 angolo via Piave, presso la “Casa di Marta”: il cambio di sede risponde all’esigenza di riprendere tutte le attività consultoriali in presenza, secondo i requisiti di sicurezza dettati dalla normativa, e di ottimizzare gli interventi con lo spirito di servizio che ha sempre caratterizzato il nostro Consultorio.

Per prenotazioni o informazioni restano sempre attivi il numero di telefono 02.9620798, l’indirizzo mail consultoriosaronno@fondazionebetania.it e il sito internet della Fondazione dedicato a colloqui e gruppi tematici: www.fondazioneprofumodibetania.it/gruppi-consultori/

Via G. Marconi in via Petrarca 1 angolo via Piave, presso la “Casa di Marta”


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Si comunica che i Consultori della Fondazione  sono in emergenza sanitaria  per la diffusione del Corona-virus.
I consultori saranno aperti al pubblico solo per PRESTAZIONI OSTETRICHE NON DEROGABILI e per le visite ginecologiche programmate.
Stiamo incentivando ove è possibile forme di consulenza da remoto.
Per comunicazioni o informazioni inviate email con vostro numero di telefono e il motivo della chiamata. Sarete richiamati al più presto.

 


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Carissime e carissimi operatori dei nostri consultori, l’ora che stiamo vivendo è davvero difficile, certezze, sicurezze, abitudini che davamo per scontate ora non lo sono più, stiamo sperimentando tutta la nostra fragilità eppure siamo magari chiamati per le nostre competenze e responsabilità ad aiutare la fragilità degli altri.
Non lasciamoci travolgere, cerchiamo di custodire nel cuore la certezza della speranza, affidiamo a Dio nella preghiera il racconto delle nostre ansie, paure e incertezze … come dice il salmo “Getta sul Signore il tuo affanno”… A volte ci manca davvero il respiro, ma non lasciamo vincere la paura.
Condivido con voi una preghiera che può aiutarci in questi giorni.
RIDONACI IL TUO RESPIRO: il Respiro vitale delle origini del mondo e il Respiro santo delle origini della Chiesa. Signore, permettici di essere espliciti e concreti: ferma l’epidemia; guarisci i malati; illumina l’intelligenza degli scienziati perché producano presto una cura efficace; benedici gli sforzi buoni delle autorità civili; riaccendi il gusto e la responsabilità della vita sociale; restituisci unità e verità alla tua Chiesa; ridona a tutti la gioia di vivere questa esistenza fragile su questo pianeta fragile; sappiamo che ci hai fatto per il cielo e ci aspetti in cielo: fa’ che ci giungiamo con un bagaglio di maggiore fiducia e minore angoscia. Accogli presso di te tutte le vittime di questa epidemia; oggi: hanno già scontato il loro purgatorio.
Sei Mistero. Sei Dio. Sei Amore.
Aggiusta tu tutte le considerazioni sbagliate ed esaudisci tutte le domande che corrispondono al tuo disegno di salvezza.
Fa’ che ti possiamo sempre volere bene, e insegnaci a volerci bene.

Amen.

Allora in alto i cuori e tutto andrà bene

Don Luigi Pisoni


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EMERGENZA CORONAVIRUS

Si comunica che i Consultori della Fondazione  seguiranno gli orari classici di apertura al pubblico.
A causa delle ordinanze e degli eventi connessi alla gestione della diffusione del Corona Virus si potranno verificare alcuni disservizi nelle nostre sedi. Ci scusiamo anticipatamente per il disagio.
Sono sospese per il momento tutte le attività di gruppo (incontri, corsi, laboratori). 

Agli utenti si consiglia comunque di attenersi alle “Dieci regole da seguire” emanate dal Ministero della Salute.


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21/02/2019  Da adolescenti, il 78% degli italiani esprime il desiderio di avere dei figli ma diventa il 40% tra gli adulti. Un ragazzo su tre dichiara di aver avuto rapporti completi prima dei 17 anni. Questi e altri temi (idee e stili di vita rispetto alla sessualità, atteggiamento verso i figli, educazione sessuale), sono finalmente indagati, con decine di migliaia di interviste, dal Ministero della Salute che ci offre numerosi spunti su cui riflettere. Non a partire da ideologie, ma sulla base di dati seri e affidabili

Davvero preziosa questa l’indagine “Studio Nazionale Fertilità”, svolta dal ministero della Salute, con decine di migliaia di interviste a ragazzi (15-17 anni), studenti universitari, popolazione adulta e ad un campione di medici (pediatri e medici di famiglia). Finalmente si può riflettere su un argomento così sensibile (idee e stili di vita rispetto alla sessualità, atteggiamento verso i figli, progetti di fertilità) non a partire da ideologie, ma sulla base di dati seri ed affidabili.

Al di là di letture più approfondite (che andranno comunque fatte), qui vale la pena di sottolineare almeno quattro elementi specifici che emergono dalle risposte.

Chi informa ed educa alla sessualità? Il dato forse più impressionante (anche se non sorprende gli addetti ai lavori) è che oltre l’80% degli intervistati adolescenti trova/ha trovato su Internet informazioni “sulla sessualità e sulla riproduzione”; seguono gli amici, al 40/45%, la famiglia al 25%, la scuola al 20%. Poi, ancora più in basso, riviste, medici, ecc.  Insomma: una informazione soprattutto fai da te, tendenzialmente non guidata, priva di relazioni educative autorevoli che sappiano accompagnare un processo sempre più complesso e così identitario, quale è l’esplorazione della propria sessualità, il rapporto con l’altro, il collegamento tra sessualità e progetti di vita. Si aggiunge poi, come criticità, il più ampio tema della scarsa affidabilità delle informazioni raccolte dal web; i più competenti e i più “attrezzati” da web sanno distinguere tra bufale, “fake” e informazioni affidabili, ma molti navigatori “ingenui” o frettolosi prendono per buone le prime notizie che trovano, o quelle confezionate meglio, “più luccicanti”, o, peggio ancora, quelle che corrispondono a quello che vorrebbero sentirsi dire. Che raramente corrispondono a quelle più serie, documentate, più scientificamente fondate. L’indagine riporta anche quanti danno “risposte esatte” a quesiti “normali” sulla sessualità, e spesso le percentuali di “risposte corrette” sono basse in modo sconfortante (e preoccupante)

L’esercizio precoce della sessualità. Altro dato significativo è la conferma (anche questa non sorprendente per gli addetti ai lavori) della elevata percentuale di adolescenti che hanno rapporti sessuali completi; un adolescente su tre dichiara di aver avuto rapporti completi prima dei 17 anni (i maschi nel 35% dei casi, le femmine nel 28%), mentre tra gli universitari l’85% degli intervistati dichiara di aver avuto il primo rapporto completo entro i 19 anni (il 75% entro i 18 anni). È sempre meno presente il percorso “tradizionale” di progressivo avvicinamento e scoperta della sessualità, che partiva da un primo timido bacio, e poi arrivava “per successive scoperte” alla pienezza dell’incontro sessuale, percorso che aveva una sua “sapienza”, perché collegava la sessualità all’approfondimento della conoscenza e del legame, rispettando e proteggendo anche una dimensione di intimità e di pudore della persona (parole oggi “oggettivamente” fuori moda…). Sembra invece affermarsi una sorta di “rovesciamento”, per cui il rapporto completo è spesso molto precoce, prima ancora che la relazione affettiva si sia chiarita. In tal modo, però, la sessualità diventa come “banalizzata”, scontata, “esterna” al cuore delle persone, separata dal senso profondo di intima unione dei cuori e dei corpi. Ma così anche la sessualità e il piacere si usurano.

Chi vuole avere figli? Stupiscono poi le risposte rispetto ai progetti di genitorialità: il 78% dei ragazzi (fino a 17 anni) vuole avere figli, nel proprio futuro, e solo il 7% dichiara di non volerli affatto; ma da adulti la percentuali di chi non li vuole avere supera il 40% (anche tra chi non ha ancora figli). È come se le nuove generazioni fossero ancora capaci di “sognare” il proprio futuro, come padri e madri, ma poi, nel corso del tempo, la vita, i problemi e un grigio “senso della fatica della realtà” cancellassero questa forza generativa. La domanda allora potrebbe essere: come aiutare i ragazzi di oggi e tenere vivo e a realizzare il sogno di diventare, prima o poi, genitori?

Educare la persona o insegnare tecniche? Il nodo dell’educazione sessuale emerge comunque con forza, da queste pagine, e ritrova impreviste consonanze anche con i recenti richiami di Papa Francesco. Alle nuove generazioni serve un accompagnamento educativo, relazionale, ma la vera sfida è offrire una diversa visione della persona e della sessualità, soprattutto agli adolescenti. Non ci si può limitare ad offrire pur importanti indicazioni tecniche-illustrative, quasi manualistiche (come funzionano gli organi sessuali, come non contrarre malattie sessuali, come non avere gravidanze indesiderate…), ma serve la riscoperta della bellezza e della potenza della sessualità come sfera espressiva suprema della persona, come ponte relazionale con l’altro, come codice comunicativo di dono e di legame reciproco. Serve educare i sentimenti, gli affetti, i progetti, insieme alle relazioni erotiche e genitali. Perché “fare l’amore” è prima di tutto abbracciare completamente l’altro, donando se stesso. E questo bisogna comunicare, contro una cultura consumistica che rischia di incenerire la bellezza della sessualità in un consumo egoistico, fine a se stesso, che lascia, in ultima analisi, solo l’”amaro in bocca”.

* Direttore del Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia)

http://www.famigliacristiana.it/articolo/indagine-nazionale-sulla-fertilita-del-ministero-della-salute-pensiamoci-seriamente.aspx 


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